Ortigia

alla scoperta dell'Isola di Ortigia

Fotografia scattata da Agostino Sella

Appartenente alla città di Siracusa, Ortigia rappresenta il centro storico della città siciliana e in assoluto la parte più antica. Sin da quando i greci dominarono questo luogo le dettero il nome di “Ortyx“, che vuol dire “quaglia” e che pare derivi dalla sua forma. I greci inizialmente la collegarono alla terraferma tramite un terrapieno, ma successivamente fu sostituito da un ponte ancora oggi presente e che è il ponte Umbertino, che consente agli abitanti e ai visitatori di passare direttamente da Siracusa all’isola di Ortigia.

Il territorio dell’isola di Ortigia, così come l’intera Sicilia, è testimonianza del dominio di varie popolazioni che ivi si sono succedute. Abitata fin dall’età del bronzo (dal 3500 al 1200 a.C.), l’isola di Ortigia era costituita da capanne circolari appartenenti alla cultura di Thapsos. Al loro arrivo i greci la trovarono disabitata e vi si stabilirono. Sotto il loro dominio Ortigia divenne un importante centro politico e amministrativo e manifestò questo ruolo anche nei secoli a venire. Dal Medioevo fino all’800 l’isola è stata protetta da mura imponenti e veniva utilizzata come piazza d’armi. Le mura furono abbattute alla fine dell’800 e man mano il centro storico fu abbandonato. L’assenza di abitanti diede spazio alla criminalità e al degrado che poi furono combattuti grazie ad interventi di riqualificazione messi in atto già nel ‘900. I progetti di riqualificazione videro la nascita del Museo del Mare, la rivalutazione del lungomare, la riapertura dei due teatri, quello comunale e quello dedicato a Giovanni Verga e la costruzione di un albergo a 5 stelle che ha dato lustro all’isola di Ortigia e ha attirato negli anni numerose personalità.

L’isola di Ortigia è oggi meta turistica di spicco e i visitatori adorano passeggiare tra edifici storici di rara bellezza e visitare le meraviglie dei suoi piccoli quartieri. I quartieri più famosi dell’isola sono: Bottari, Cannamela, Castello, Duomo, Gancia, Giudecca, Graziella, Maestranza e Marina.

Cosa vedere a Ortigia 

All’interno dell’isolotto di Ortigia, in una superficie di appena un chilometro quadrato, si racchiude un concentrato di bellezze architettoniche che vanno dai primi insediamenti preistorici, ai resti di epoca greca bizantina e normanna al barocco Patrimonio dell’Umanità. I visitatori che scelgono Ortigia come meta di vacanze rimangono affascinanti dal suo brillante centro storico e da alcune preziosità che solo qui possono trovare.

Piazza Duomo

Situata in un’antica area sacra, Piazza Duomo in passato fu sede di grandiosi costruzioni come il grande tempio ionico arcaico e il Tempio di Atena in stile dorico. Restaurata di recente, mostra nella loro bellezza gli edifici che vi si affacciano, il Municipio, il Palazzo Beneventiano, La Badia di Santa Lucia, il Palazzo Vescovile e il Palazzo Borgia.

Il Duomo 

Ubicato nell’omonima piazza nell’isola di Ortigia, il Duomo di Siracusa fu edificato sui resti di un antico tempio greco risalente al V secolo a.C. Danneggiato gravemente dal terremoto del 1693, è stato sottoposto a diversi restauri, il più importante dei quali ha interessato la facciata, ricostruita durante la prima metà del Settecento. Oggi la facciata si presenta interamente rifatta in stile barocco e contrasta con l’interno del Duomo in cui vige assoluta sobrietà, mantenuta nei secoli. La chiesa è a tre navate e alla fine di quella destra si trovano 4 cappelle: quella del Battistero, quella di Santa Lucia, quella del Sacramento e quella del Crocefisso. Queste cappelle custodiscono al loro interno diverse opere d’arte. In fondo alla navata di sinistra è situata una bellissima abside bizantina dove è stata collocata la statua della Madonna della Neve. Il Duomo nel 2005 è entrato a far parte dei Patrimoni dell’UNESCO.

Chiesa di S. Lucia alla Badia

A destra della piazza si trova la meravigliosa Chiesa di S. Lucia alla Badia con la sua splendida facciata barocca, il meraviglioso portale e la balconata in ferro battuto. La chiesa custodisce il quadro di Caravaggio “Il seppellimento di S. Lucia” e accoglie in una perfetta armonia elementi di tardo barocco con accenni di età spagnola. A tutto ciò si aggiunge la eccezionale pavimentazione composta da formelle quadrangolari di maiolica dipinta.

Castello di Maniace

Imponente costruzione situata nella parte meridionale dell’isola, il Castello di Maniace fu costruito intorno alla metà del XIII secolo per volontà di Federico II di Svevia. Danneggiato dal terremoto del 1693 e successivamente dall’esplosione del 1704 del deposito delle polveri da sparo provocata da un fulmine, il castello mantiene ancora oggi la sua struttura esterna originaria, a forma quadrata e con le torri cilindriche agli angoli. Da notare è il portale di ingresso, ad arco ogivale, arricchito da marmi policromi di pregiata fattura.

La Fonte Aretusa

Impossibile da perdere, la Fonte Aretusa è una delle bellezze di Ortigia e si sul lungomare sotto il Duomo, dentro un bacino semicircolare, dove di recente sono stati piantati dei papiri. La sua presenza è legata ad una leggenda che racconta come la ninfa Aretusa, per sfuggire ad Alfeo, che era innamorato di lei, avesse chiesto aiuto ad Artemide. Costui, per salvarla la trasformò in una fonte. A parte la leggenda, l’area dove sorge la Fonte Aretusa è ricca di acque sorgive e molto probabilmente le popolazioni furono spinte proprio dall’abbondanza di acqua ad insediarsi in questa zona.

Il tempio di Apollo

Il Tempio di Apollo si trova nella parte settentrionale dell’isola di Ortigia, proprio all’ingresso ed è considerato il più antico tempio presente in tutta la Sicilia. La sua costruzione pare risalga addirittura VI secolo a.C., ma la struttura iniziale nel tempo è stata rimaneggiata e il tempio è stato trasformato prima in chiesa, poi in moschea e perfino in caserma durante il dominio degli aragonesi. Il tempio conserva in piedi due colonne e un tratto dell’epistilio e alcuni tronconi di altre colonne, è all’aperto ed è immerso nel quartiere medievale.

Fontana di Diana

Situata in Piazza Archimede, la fontana di Diana è un’opera monumentale progettata da Giulio Moschetti del 1907. La fontana mette in evidenza la figura di Diana con arco e cane, ha ai suoi piedi Aretusa che si sta trasformando in fonte e a lato Alfeo stupito per ciò che sta succedendo alla sua amata. La vasca presenta anche quattro Tritoni, due cavalli marini e alcuni mascheroni e stemmi dalla forma classica.

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